La Vita è un Bene Inestimabile: difenderla è un dovere di verità e speranza.

Una serata di testimonianze e riflessione con Marina Casini, promossa dall’associazione 'Non si Tocca la Famiglia'

di Giusy D'Amico

Si è concluso ieri, con una serata intensa e ricca di contenuti, il ciclo di tre incontri promossi dall’associazione Non Si Tocca la Famiglia nelle vicarie di Anzio e Nettuno, dedicati al tema della vita.
Un’iniziativa che ha visto la collaborazione preziosa di Don Carlo Rota, parroco della Chiesa di San Giacomo, insieme a Don Luca e Don Carlos. Ospite attesa e protagonista dell’ultimo incontro è stata Marina Casini, presidente del Movimento per la Vita e figlia del fondatore Carlo Casini, per il quale è in corso la causa di beatificazione.

Un momento denso di suggestioni e spunti di riflessione, che si è sviluppato come un dialogo aperto tra Marina Casini e la sottoscritta, in qualità di presidente dell’associazione Non si Tocca la Famiglia. Abbiamo voluto offrire alla comunità un’occasione per riflettere sulla bellezza della vita, ma anche sul dramma dell’aborto e su quanto si possa ancora fare per contrastare la cultura della morte.

Durante l’incontro, è stato sottolineato come il
Movimento per la Vita abbia salvato 270.000 bambini dalla morte, ma anche 270.000 donne da quella traccia indelebile di dolore che l’aborto lascia nell’anima. Perché sì, l’aborto è una ferita che segna profondamente, anche quando viene nascosta, taciuta o giustificata.

Papa Francesco ha parlato senza mezzi termini, definendo “sicari” coloro che collaborano alla soppressione del più fragile tra gli esseri umani. Ogni essere umano porta in sé un anelito verso l’infinito, una nostalgia di vita eterna che abita in noi e ci abita.
Quando la vita viene negata, si nega l’essere stesso, e questo genera depressione, isolamento, senso di colpa. Un vuoto profondo che accompagna chi ha vissuto l’esperienza tragica dell’aborto.

Nel corso della serata, abbiamo affrontato anche la questione dei presunti diritti sbandierati da certa sinistra ideologica e da una parte della propaganda femminista, secondo cui la libertà della donna dovrebbe poter includere anche la possibilità di sopprimere il più fragile. Ma questa non è libertà: è libertinaggio.

È stato opportuno ricordare che la legge 194, pur nata con l’intento di tutelare la maternità, non definisce mai l’aborto come un diritto.
L’articolo 1 della legge è chiaro: lo Stato si impegna a mettere in atto tutte le misure per evitare che la donna vi ricorra.
Tuttavia, come spesso accade, la legge ha generato cultura, e la cultura ha finito per manipolarne l’intenzione originaria,
rendendola oggi un cavallo di battaglia per chi chiede l’aborto libero e gratuito.

È stata una serata in cui abbiamo potuto guardare verso l’alto, oltre quella “cloaca” pesante che grava sulla nostra epoca, fatta di individualismo esasperato e separazione tra uomo e donna.
Un tempo in cui è sempre più urgente, senza giudicare, dire la verità: l’aborto è un omicidio efferato, e non può essere taciuto nel nome di una falsa carità.

Marina Casini ha offerto uno sguardo profondo e concreto sugli strumenti già esistenti per sostenere le donne in difficoltà, affinché non siano lasciate sole a decidere. Ha parlato delle culle per la vita, del Progetto Gemma (che offre sostegno economico alle madri), del numero verde SOS Vita, e di molte altre iniziative che testimoniano quanto la vita si può e si deve accogliere.
Strumenti efficaci, spesso poco conosciuti anche all’interno delle comunità cristiane.

Molto preziosi sono stati anche gli interventi finali dei partecipanti, che hanno messo in luce un aspetto spesso trascurato:
l’aborto viene presentato come questione esclusivamente femminile, ma un figlio è sempre frutto di una relazione tra un uomo e una donna,
tra una madre e un padre. Fatti salvi i casi di abbandono, la responsabilità deve essere condivisa.

Concludo con una certezza: la pazienza e l’amore per il tesoro della vita ci guideranno. E noi continueremo a fare tutto il possibile per guidare altri verso la tutela di questo bene inestimabile.

Roma, 4 aprile 2025

Giusy D’Amico,
Presidente dell’Associazione Non si tocca la Famiglia

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